IMPIANTO DI MARIANO COMENSE E RETE DELLA VALSORDA

IMPIANTO DI MARIANO COMENSE E RETE DELLA VALSORDA

DESCRIZIONE DEL DEPURATORE

L'impianto di Mariano Comense, ubicato invia Caravaggio, 42, sede anche degli Uffici di Valbe Servizi S.p.A., viene costruito a partire dal 1985 e la messa in esercizio dei due lotti funzionali avviene rispettivamente nel 1991 e 1994 ed ha una potenzialità di circa 60.000 Abitanti Equivalenti.
Inizialmente il depuratore era destinato al servizio dei Comuni di Mariano C.se, Carugo, Arosio, Inverigo, Brenna; ad oggi il servizio di collettamento e depurazione viene garantito anche per i Comuni di Cantù, Alzate Brianza, Orsenigo, Albese con Cassano, Albavilla e Montorfano.
I reflui trattati provengono dagli scarichi degli insediamenti civili e produttivi della totalità o di parte del territorio dei Comuni citati (l'incidenza degli scarichi produttivi è dell'ordine del 15-20% del totale); ad essi si aggiungono il percolato della discarica R.S.U. del Comune di Mariano Comense, anch'esso convogliato tramite la rete di collettamento intercomunale, ed i fanghi delle fosse settiche trasportati all'impianto tramite autobotti dagli operatori del settore spurghi.
Il depuratore è tecnicamente definito di tipo "biologico a fanghi attivi", cioè strutturato per depurare le acque di scarico mediante processi naturali di autodepurazione, favoriti e condotti in condizioni controllate per accelerarne l'avvenuta; la potenzialità depurativa consente di ridurre mediamente di circa l'80% il carico dei principali inquinanti.
L'effluente finale trova quindi recapito nel Torrente Terrò che tramite il reticolo idrico giunge poi al fiume Seveso.

L'impianto è strutturato in 3 linee principali:
- Linea Acque
- Linea Fanghi
- Linea Biogas


LINEA ACQUE
I liquami collettati all'impianto giungono alla stazione di sollevamento, capace di sollevare complessivamente una portata pari a 2.100 m3/h, grazie all'impiego di elettropompe sommergibili; da qui i liquami vengono rilanciati ai trattamenti primari biologici.


TRATTAMENTI MECCANICI O PRIMARI
I liquami sollevati attraverso le pompe vengono convogliati ad una primo processo di grigliatura fine meccanizzata dove il passaggio attraverso griglie automatiche a nastro continuo, con luce di 6mm, permette di sottrarre i materiali grossolani che vengono allontanati, compattati e raccolti in un container prima del loro smaltimento in discarica.
Il successivo trattamento di desabbiatura/disoleatura permette, attraverso il passaggio in una vasca aerata a sezione trapezoidale e provvista di comparto separato di calma, la sedimentazione della particelle di sabbia, la separazione degli oli, grassi ed altri materiale galleggiante(inviati poi ad altri impianti di trattamento) e la preaerazione del liquame per evitare fenomeni di fermentazione anaerobica nei sedimentatori primari.
I liquami passano poi alla sezione di decantazione primaria dove viene eliminato circa il 50% dei solidi in sospensione; i fanghi decantati vengono quindi inviati alla linea fanghi.


TRATTAMENTI BIOLOGICI
La sezione biologica è la fase più importante del processo di depurazione perché qui avviene la demolizione delle sostanze organiche attraverso l'ossidazione e la denitrificazione  dei reflui. Nelle vasche di ossidazione l'insufflazione di aria dal fondo mediante diffusori permette la crescita di batteri, costituenti il cosiddetto fango attivo, che nutrendosi delle sostanze organiche inquinanti le eliminano dall'acqua; a questo punto i reflui passano alle vasche di denitrificazione dove la richiesta di ossigeno dei batteri aerobi, non trovandone disciolto, viene soddisfatta utilizzando quello presente nei nitrati (NO3) precedentemente formati per ossidazione dell'ammoniaca (NH3).
I reflui in uscita dalla sezione biologica transitano poi attraverso due vasche di decantazione, dove avviene il processo di sedimentazione secondaria; il fango attivo prodotto nella sezione biologica decanta sul fondo delle due vasche e da qui viene ricircolato in testa alla stessa. Una parte del fango attivo viene sottratta quotidianamente dalla sezione ed inviata alla linea fanghi


Il liquame che sfiora dalla superficie dei sedimentatori viene recapitato nel torrente Terrò.


LINEA FANGHI
I fanghi estratti dalla sedimentazione primaria e secondaria vengono convogliati al pre-ispessitore, dove vengono concentrati, quindi al digestore anaerobico, dove batteri anaerobi stabilizzano i fanghi trasformando le sostanze organiche presenti in sostanze inorganiche e producono una miscela gassosa di metano ed anidride carbonica che viene utilizzato per mantenere in temperatura (circa 33-35°C) le condizioni di processo.
I fanghi digeriti vengono poi ulteriormente ispessiti attraverso il bacino di post-ispessimento e, infine,  inviati alla fase di disidratazione attraverso il passaggio in una centrifuga, prima del definitivo stoccaggio e del successivo trasporto allo smaltimento.


LINEA BIOGAS
Il biogas sviluppatosi nel digestore viene raccolto in un serbatoio, il gasometro; le eventuali quantità in eccesso vengono bruciate attraverso un'apposita torcia.



IMPIANTO DI DEODORIZZAZIONE
Lo sviluppo di odori molesti, purtroppo inevitabile in tutti gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane, è principalmente legato al prodotto della depurazione biologica, ovvero ai fanghi. Tali fanghi sono tanto più maleodoranti quanto meno è il tempo di contatto con i microrganismi e quanto più è bassa la temperatura. In sostanza i microrganismi agiscono degradando le sostanze inquinanti e quanto più è spinto questo processo tanto meno risultano putrescibili (quindi maleodoranti) i fanghi prodotti. Le ragioni per le quali negli ultimi anni è aumentata la percezione degli odori è così spiegata: dopo la realizzazione e l’avviamento dell’impianto, come detto a partire dal lontano 1991, sono state progressivamente collegate le fognature di tutti i comuni (che ricordiamo prima finivano senza alcun trattamento nel Torrente Terrò), incrementando il carico inquinante trattato dall’impianto; pur assicurando la depurazione delle acque scaricate si è progressivamente ridotto il tempo di contatto con i microrganismi e il prodotto della depurazione non è più ben stabilizzato (quindi più putrescibile e odorigeno).

L’inverno e la primavera sono le stagioni più critiche in quanto le basse temperature incidono negativamente sull’attività biologica (come per tutti gli essere viventi) e la stabilizzazione dei fanghi prodotti dal processo depurativo risulta insufficiente causando l’insorgenza di odori molesti.

Altro fattore molto importante sono le condizioni climatiche: soprattutto nella stagione invernale le condizioni atmosferiche sono spesso tali da sfavorire la dispersione delle molecole odorigene che, ristagnando, incrementano notevolmente le molestie olfattive.


Per far fronte all’aumento delle segnalazioni di cattivi odori la Valbe Servizi si è attivata per cercare di porre rimedio al problema.

Le misure adottate sono state:


• Installazione di una centralina meteorologica con la quale per approfondire al meglio il fenomeno di dispersione delle sostanze odorigene;


• Realizzazione di una campagna di rilevamento degli odori con sopralluoghi nelle zone limitrofe all’impianto in tutte le fasce orarie;


• Installazione di un big fogger e di una apparecchiatura sulla sezione ispessimento per la nebulizzazione di specifici prodotti in grado di bloccare le molecole maleodoranti.


Le apparecchiature deodorizzanti sono, in sostanza, impianti di nebulizzazione di specifici prodotti in grado di creare una cosiddetta barriera osmogenica.

La barriera osmogenica è la soluzione ideale per i problemi di odore che derivano da emissioni diffuse, in quanto, attraverso specifici prodotti naturali adeguatamente nebulizzati (attraverso una strategica disposizione degli ugelli nebulizzatori, alimentati da specifici impianti), è in grado di bloccare le molecole maleodoranti, inserendosi nella loro traiettoria.